Frodi televisive

Come si delineano le frodi televisive.

La frode vista come fatto in se, come la fregatura che l’uomo della strada si prende e si porta a casa inconsapevolmente, si perde nella notte dei tempi. A mio modesto avviso non esiste una data specifica per definire la nascita della prima “frode” o della prima “truffa” fatta dall’uomo, il “raggiro” e’ un espediente che troviamo da sempre nella vita sociale dell’uomo. Nella storia dell’ umanita’ la piazza e’ stata il principale luogo di incontro della gente e in quanto tale, la piazza e’ stata il luogo ideale per accalappiare “il famigerato pollo da spennare”. Allo stesso modo la televisione e’ uno dei luoghi, ideali per perpetrare una truffa; oggi, come ieri, la normativa di riferimento non tiene conto dell’evoluzione tecnologica, sia dei mezzi di comunicazione che dei mezzi di telecomunicazione. Mentre le piazze sono viste come un luogo esterno alla casa, insicure, piene di sconosciuti , le persone che le frequentano hanno il giusto grado di diffidenza per le “offerte” che si presentano nel frequentarle. Viceversa la televisione e’ nel salotto di casa, in cucina in camera da letto e rappresenta nell’inconscio popolare il detentore delle verita’ in senso quasi assoluto. In quanto tali la televisione e’ lo strumento ideale, una vera e propria manna, per chi ha intenzione di truffare il prossimo ! Il primo caso finito in tribunale con condanna definitiva e’ quello di Wanna Marchi, sua figlia Stefania Nobile , il convivente Francesco Campana, il contabile Antonio Martino e la segretaria Emilia Beniamino, e Mario Pacheco Do Nascimento  condannati con sentenza definitiva.

La condanna della corte di Appello del 27 marzo 2008  mette un punto alle denunce dei singoli cittadini , che a seguito del servizio di Jimmy Ghione Striscia la notizia del 28/11/2001 aveva sensibilizzato sul tema l’opinione pubblica. (riferimento video striscia) Che la truffa fosse di rilevanza Nazionale lo hanno dimostrato le indagini della Magistratura, circa 64 miliardi di lire (33 milioni di euro) in cinque anni, accumulati da oltre 300 mila clienti.

Tali numeri in termini di valori economici e del numero di soggetti coinvolti, fanno riflettere sul potenziale di un media come la Televisione, nel caso su rappresentato, e’ stato usato per decenni senza il dovuto controllo da parte dello Stato, degli organi preposti, e dei soggetti privati che gestiscono i servizi pubblici; nel caso di specie societa’ televisive e societa’ telefoniche. E’ evidente che solo attraverso l’ausilio del supporto televisivo e del supporto telefonico (servizi vas) e’ stato possibile riuscire a coinvolgere 300.000 persone. E non solo, dalle verifiche giudiziarie e’ stato valutato quanto del ricavato di questa truffa e’ finita nelle casse delle televisioni e delle compagnie telefoniche che all’epoca erano state usate per organizzare la frode ? Chi e’ preposto ai controlli di tali servizi pubblici, non si e’ accorto di nulla ? Sembra paradossale, ma l’attivita’ di vendita televisiva della V. Marchi nasce nel 1983, e possiamo dire che il suo modo di interpretare la sua attivita’ di venditrice ha fatto da apripista ad altre numerose iniziative commerciali. Storicamente dobbiamo registrare che la prima sentenza ufficiale che ha messo un freno alle sue attivita’ di televenditrice risalgono al 2008. Un lasso di tempo di circa 25 anni, e’ evidente che eventuali attivita’ di contrasto, a fenomeni illeciti , e eventuali adeguamenti normativi per l’uso di strumenti di rilevante impatto sulla societa’ non sono stati messi in campo .

E’ altrettanto evidente che Vanna Marchi e’ stata la punta di un iceberg di un vasto fenomeno come le Televendite che agli inizi degli anni 80′ dilagavano in tutti i canali televisivi minori Italiani e non solo.

Questa tipologia di frode , si sviluppa in un fenomeno di vasta portata come quello delle “televendite” che in termini di fatturato ha avuto dei grossi impatti economici 647 milioni i ricavi del 2006(fonte sole24ore) , dove tutte le forse economiche e politiche erano piu’ orientate allo sviluppo economico e piu” distratte nel campo della tutela dell’utenza e dei crimini sociali.

Oggi, 2020 il fenomeno delle frodi televisive e’ tutt’ora in atto; gli elementi base per raggirare le persone sono uguali a quelli di ieri, ma si sono ovviamente evoluti all’uso degli sviluppi tecnologici sempre in rapida evoluzione. Fino agli anni 90′ l’ attenzione delle persone era catturata in piazza con un capannello attorno ad un banchetto, oggi attirano l’attenzione degli spettatori con gli strilli e paventando un grande affare attraverso una trasmissione televisiva. Prima ti vendevo il “pacco col mattone dentro” al mercato e scappavo con i soldi contanti, oggi ti pavento la grossa vincita per televisione e incasso i tuoi soldi attraverso la bolletta del telefono.

Cio’ premesso, quanto fin qui esposto, serve per delineare che le truffe televisive oggi, sono una realta’, piu’ redditizia delle truffe di ieri, ma sono di fatto un fenomeno poco approfondito. Bisogna tener presente che non e’ facile delineare il contesto e i contorni delle truffe televisive, le responsabilita’, ne tantomeno tutti i soggetti responsabili , ne tantomeno e’ facile definire la figura del carnefice come quella della vittima, che la pubblica opinione si aspetta di vedere.

Oggi il concetto di frodi bianche si delinea proprio intorno a tali temi, di fatto viste le cifre in gioco e l’elevato numero di soggetti che ci rimettono , la cosa e’ organizzata ad arte che il bottino sparisce nel nulla prima ancora che il malcapitato si sia avveduto di quanto accade.

E’ altrettanto evidente che le frodi bianche si annidano in tutti quei contesti dove c’e’ un grosso rapporto di fiducia tra cliente e fornitore, come le banche. Un altro esempio di truffa di una portata internazionale, e’ il crac della Parmalat. Anche in questo caso i reati accertati sono stati quelli di bancarotta e aggiotaggio, nei fatti emerge come responsabile Callisto Tanzi :”Il 18 dicembre 2008 il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza, definita “a sorpresa”, sul caso Parmalat. Dei 29 imputati, dopo patteggiamenti e applicazioni di leggi “controverse” (come la ex Cirielli), tra le persone fisiche giudicate con rito ordinario, risultò condannato il solo Calisto Tanzi, a 10 anni di reclusione. E va sottolineato che “La decisione del Tribunale di Milano inoltre negò il risarcimento per circa 30.000 piccoli risparmiatori che avevano sottoscritto i bond emessi dalla Parmalt prima del crac. E non solo possiamo affermare che il Tribunale di Milano in quelle valutazioni non ha considerato, che la Procura della Repubblica aveva accertato al 1/2/2004 circa 100.000 denunce presentate dai consumatori e che l’associazione dei consumatore, aveva denunciato che i consumatori truffati fossero almeno 135.000. Anche nel caso Tanzi, come quello della Marchi , i controlli istituzionali, non hanno funzionato , e tutti i soggetti che hanno lucrato sui consumatori sono stati completamente occultati , sia sotto l’aspetto delle responsabilita’ penali, che politiche, che morali.

Con il senno del poi, possiamo comprendere come il ruolo della “pubblicita’ ” , nel senso piu’ lato del termine sia strategico e utile nella realizzazione di un progetti criminali come quelli fin qui illustrati. E come il ruolo dei servizi pubblici : televisione, telecomunicazioni, banche , trasporti etc, sia particolarmente delicato sia in termini legislativi che deontologici.

Se analizziamo nello specifico gli elementi di frode adoperati per far leva sul “famigerato pollo da accalappiare” ci accorgiamo che sono sempre gli stessi elementi base, quelli che possiamo osservare nel famoso film di Toto’ che si vende la fontana di Trevi , sono gli stessi usati per piazzare le azioni della Parmalat, o vendere le pozioni magiche del Mago in Tv.

La differenza sta solo nella tecnologia usata, ieri le frodi erano perpetrate nelle piazze, nelle strade delle nostre citta; oggi nella rete multimediale.

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