Frodi Telefoniche

   

Nel 1899 la  SIP- Società idroelettrica piemontese, e’ stata la prima azienda che si e’ occupata di gestire il sistema telefonico.  Le concessionarie:  STIPEL (1925),  TIMO (1926) e  TELVE (1928) si fecero carico di sviluppare il settore delle telecomunicazioni italiano.

Successivamente la Stet (Società Torinese Esercizi Telefonici), sotto il
controllo dell’Iri  si e’ occupata della commercializzazione e lo sviluppo
del settore. Dal 1958  la STET ha avuto il totale controllo sulla
telefonia in Italia.

Fino  agli  anni ’70  il servizio telefonico  e’ stato particolarmente strategico e costoso per il paese Italia. Consultando gli archivi dei giornali , e le sentenze dei Tribunali, sembrerebbe che  in
quel periodo,  il settore  fosse immune dalle frodi, ma nella realta’
dei fatti non e’ andata cosi. Le reti telefoniche sono dei sistemi complessi, diramati sul territorio, pertanto di facile accesso per i malintenzionati. La rete telefonica nel corso del tempo ha subito molteplici accessi abusivi , da parte di soggetti dediti a telefonare senza subirne i costi.  Nonostante cio’  la Sip non ritenne di attuare dei sistemi antifrode utili a contenere il fenomeno.

 

I primi esemplari di gettone furono coniati nel 1927 a opera della Stipel, e servivano per garantire il pagamento della telefonata per un certo numero di secondi attraverso degli apparati telefonici pubblici.  

La caccia alla telefonata gratuita ha sempre seguito l’evoluzione della tecnologia telefonica; quello del gettone di ghiaccio e’ un famoso espediente noto agli addetti ai lavori per attuare le truffe telefoniche.

La truffa del gettone di ghiaccio e’ stato un  ingegnoso espediente attraverso il quale era possibile telefonare gratis dalle cabine di telefonia pubbliche. Prima ancora della truffa del gettone di ghiaccio, fu adoperato il sistema del gettone col filo; insomma la solita corsa tra il frodato e il frodatore, e nel caso della telefonia e’ rimasta sommersa agli occhi dell’opinione pubblica.

Questi fenomeni rappresentano i primi esempi di frodi bianche nel campo della telefonia,  messe in campo da chi rivendeva il traffico a terze persone,  lucrando ai danni della Sip, e dello Stato Italiano. 

Per dare un idea del valore economico dei singoli gettoni e’ utile ricordare che nel 1959 il valore era di 30 lire, nel 1964  di 45 lire, corrispondenti allora all’importo di 3 scatti telefonici.

Dal 1972 il valore sale a 50 lire, dal 1980 a 100 lire e dal 1984 di 200 lire, venendo adeguato alla variazione del costo e della durata dello scatto telefonico.

Nel 1991 un giovane fidanzato per telefonare alla sua fidanzata da Milano a Palermo spendeva da casa almeno 2.000 lire l’equivalente di 10 gettoni.

I non giovani ricorderanno la pubblicita’ “ma mi pensi …quanto mi pensi”. Ovviamente un bel business per chi attraverso questi meccanismi rivendeva il traffico nazionale e internazionale che all’epoca costava cifre decisamente ragguardevoli.  

Attraverso la gestione dei gettoni la Sip, riusci’ a raddoppiare il valore dei gettoni circolanti in solo 4 anni; un business di tutto rispetto !.

 Attraverso un stima di massima e rivalutando i valori in lire del 1990 (Fonte tabella Sole 24ore) , possiamo affermare che i telefoni pubblici potevano fruttare anche 100 euro l’ora.

 

Fonte Il sole 24 ore.

L’avvento delle prime schede telefoniche ci fu nel 1976; in quel contesto il fenomeno delle frodi bianche ebbe modo di svilupparsi in modo considerevole; infatti quel tipo di tecnologia consentiva l’accesso alla linea telefonica con meccanismi piu’ semplici ed efficienti.

Il servizio “RTMI” viene lanciato nel 1973, e’ stato il primo servizio radiomobile Italiano, essendo limitato ad un basso numero di utenti ed un elevato costo degli apparati non fu oggetto di frodi. Bisognera’ attendere l’anno 1993 , in cui dopo la messa in esercizio  del  sistema “Enhanced Total Access Communication System” sistema di comunicazione ad accesso totale avanzato E-TACS” per osservare la messa in atto di ingenti frodi a carattere nazionale.

I frodatori dell’epoca portarono a casa miliardi di lire, tanto guadagno con
pochissimo sforzo. Il danno non fu’ solo economico;  in quegli anni
emersero anche danni riconducibili a quel fenomeno che oggi chiamiamo Privacy. ( Privacy  norma della Repubblica Italiana, emanata  con  decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 , in vigore dal 1/1/2004).

Nel 1982 la “SIP  Società Italiana Per l’Esercizio delle Telecomunicazioni”  da il via al primo servizio telematico italiano  il Videotel, gli utenti telefonici potevano usufruire dei servizi attraverso un terminale e pagarli sulla bolletta telefonica. L’uso truffaldino di questi  servizi portano alla ribalta delle cronache e all’attenzione della Magistratura le frodi telefoniche.`

 

Terminale Videotel

 

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